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Lo Psicologo online – sportello remoto di consulenza e sostegno psicologico per persone affette da sordità e mutismo.

Nell’immaginario collettivo, il colloquio psicologico è un incontro gestito in presenza e tramite l’uso del canale verbale-orale, esattamente come l’etimologia stessa della parola colloquio ci suggerisce: dal lat. colloquium, comp. di con- e loqui «parlare», der. di collŏqui «parlare insieme».
A lungo, effettivamente, è stato così e, anche in rete, il primo passaggio di setting è avvenuto privilegiando lo scambio verbale.
Tuttavia, a oggi, le nuove tecnologie hanno aperto strade alternative e versatili per la gestione degli incontri con lo Psicologo.
Contributi ed evidenze raccolte sull’efficacia dei percorsi on line, unite all’uso di quelle metodologie, teorie e tecniche psicologiche che ben si prestano alla mediazione tecnologica, offrono l’opportunità di poter sfruttare questa dimensione in modo flessibile, per la gestione degli incontri.

È in quest’ottica che nasce, da un’idea della Dott. Francesca Di Donato – Psicologa, il progetto “Fuori dal coro – quando l’ascolto va oltre il suono delle parole”, proprio con l’intento di offrire un servizio dedicato al benessere psichico, che superi le barriere fisico-spaziali ma, soprattutto, quelle imposte da differenti canali comunicativi utilizzati dalla comunità dei non udenti, rispetto a quella degli udenti.

I canali di comunicazione a disposizione saranno:
– Telegram – chat
– What’s app – chat
– Skype – chat o video-chat

Per info, compensi, modalità di pagamento e primo appuntamento le comunicazioni devono pervenire solo ed esclusivamente via mail, al seguente indirizzo: ascolto.oltreilsuonodelleparole@gmail.com

A seguito della presa in carico, la comunicazione proseguirà privatamente con lo Psicologo di riferimento.

 

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Lo Psicologo del comportamento alimentare. Quale ruolo?

 

Quando si parla di comportamento alimentare si fa spesso riferimento solo alla componente della nutrizione intesa come incorporazione di nutrienti nell’organismo. In un’ottica biopsicosociale l’alimentazione è da intendere come una dimensione più complessa della semplice ingestione di cibo. Entrano infatti in gioco i comportamenti, le abitudini, le emozioni e le sensazioni che il cibo provoca.

La psicologia ha proprio il ruolo di studiare ed osservare i comportamenti messi in atto dall’individuo mentre assume le sostanze nutritive. Individua, inoltre, le regole, evidenzia i condizionamenti, identifica gli apprendimenti di abitudini errate e soprattutto facilita i processi di cambiamento e ripristino di abitudini corrette.

Il cibo, nella nostra cultura assume, oltre al significato di nutrimento “calorico”, un significato simbolico, diventando “nutrimento emotivo”. Attraverso il cibo costruiamo relazioni, stabiliamo la nostra identità e definiamo le regole di adesione ai principi etici e religiosi.

Alcuni motivi per cui è necessario l’intervento dello psicologo nel comportamento alimentare.

  • La psicologia studia i comportamenti

  • Il comportamento alimentare è un comportamento

  • Gli psicologi sanno che dietro ogni comportamento esistono una serie di fattori (pensieri, emozioni, idee etc) sui quali si deve intervenire per attuare un intervento correttivo.

  • Lo psicologo lavora sulle componenti emotive che intervengono nell’alimentazione (emotional eating)

  • Lo psicologo lavora sui pensieri e convinzioni disadattivi e sui comportamenti disfunzionali che ne derivano

  • Lo psicologo lavora sull’individuo e sulla sua unicità

  • Il ruolo dello psicologo è quello di facilitare il cambiamento, lavorando sul potenziamento dell’autostima e della motivazione

 

Riassumendo, lo psicologo, nella sua pratica, favorisce l’adozione e lo sviluppo di comportamenti più salutari, promuovendo nell’individuo la consapevolezza rispetto alle proprie abitudini alimentari, i propri pensieri e stati emotivi aiutandolo nel contempo a potenziare gli aspetti motivazionali. E’ dunque importante adottare un approccio multidisciplinare nel trattamento dei disordini alimentari in cui lo psicologo, in cooperazione con il nutrizionista e le altre figure professionali, dia il suo contributo in termini di sostegno alla dieta, attuazione di programmi di educazione alimentare e di consapevolezza alimentare (mindful eating), supporto in regimi dietetici restrittivi.


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Perchè andare dallo psicologo?

Quando si soffre per qualsiasi motivo questi pensieri sono del tutto normali ma occorre fare un ragionamento razionale.

Lo psicologo è un professionista sanitario esperto nella relazione di aiuto che si occupa di prevenzione,di favorire il benessere delle persone, di sostegno e consulenza in ambito psicologico, oltre che di diagnosi, abilitazione e riabilitazione. La convinzione che tale professionista si dedichi esclusivamente alla malattia mentale è del tutto errata poiché ci sono tante altre situazioni che possono provocare un abbassamento della qualità della vita e del benessere psicologico ma che non rappresentano disturbi mentali.

Alcuni eventi di vita che presuppongono dei cambiamenti, come per esempio un lutto, la perdita di un lavoro, un trasferimento, una gravidanza etc, possono creare scompenso e portare ad una condizione di disequilibrio in cui si verifica un abbassamento della qualità della vita. Le persone possono sentirsi disorientate, provare rabbia o dolore a seconda della situazione e non sempre è possibile “farcela da soli”. Chiedere aiuto è un atto di forza e di consapevolezza, piuttosto che segno di debolezza.

Lo psicologo è un professionista che mette in campo le proprie conoscenze e la propria formazione per aiutare le persone che stanno vivendo un momento particolare. Nel profondo rispetto, all’interno di una relazione di fiducia reciproca, si creano le basi per il cambiamento, grazie a due persone che cooperano e vanno nella stessa direzione, da una parte l’utente che porta la sua esperienza ed è senza dubbio l’esperto della sua vita, delle sue emozioni,pensieri e delle modalità per fronteggiare il problema, dall’altra lo psicologo che è esperto dei metodi e delle tecniche.

Come nella maggior parte delle situazioni, l’unione fa la forza.

 

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Lo Psicologo come Promotore del Benessere Psicologico

 

Il benessere psicologico può essere definito come l’equilibrio tra la persona con i suoi bisogni e le sue necessità, il proprio ambiente e le relazioni con gli altri che quest’ultimo implica. Si è in uno stato di benessere quando si è in grado di affrontare le situazioni della vita con serenità e con positività e quando la persona riesce ad attingere alle proprie risorse.

Rispetto all’approccio clinico classico alla salute mentale finalizzato prevalentemente a porre rimedio alla malattia, mediante strumenti atti alla misurazione dei sintomi e interventi per il trattamento dei disturbi, il benessere psicologico si inserisce all’interno di una cornice diversa, derivante dalla Psicologia positiva che ha invece l’obiettivo di valorizzare la qualità della vita e un funzionamento umano ottimale. Una buona qualità della vita in un’ottica biopsicosociale costituisce l’obiettivo principale di tutte le professioni sanitarie nel garantire la Salute, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non meramente l’assenza di malattia o infermità”.

Qual’è il ruolo dello psicologo?

Lo psicologo, in qualità di professionista delle relazioni, dei rapporti, dei processi di cambiamento ed esperto del comportamento e delle sue determinanti, può da una parte dare il suo contributo creando informazione al fine di introdurre nella popolazione l’idea di una realtà maggiormente salutare, maggiormente sostenibile e produttrice di una cultura attenta ai bisogni delle persone, dall’altra può sostenere in maniera competente le azioni e gli interventi di promozione e prevenzione.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention la salute delle persone sarebbe condizionata per il 50% dai loro comportamenti e dal loro stile di vita prima che da fattori ambientali e genetici, una percentuale che ci permette di asserire che vale la pena impegnarsi nel promuovere stili di vita sani, sia sul piano fisico che psicologico, come per esempio l’adozione di un’alimentazione consapevole, la pratica di sport o movimento, oppure l’espressione e il riconoscimento delle proprie emozioni, l’adozione di una comunicazione efficace, lo sviluppo di life skills (competenze trasversali quali ad esempio capacità di risolvere i problemi, coping, presa di decisioni ecc..)

Se quindi nella concezione classica l’opposto di “ Salute ” è “ Malattia ”, nella visione scientifico-professionale contemporanea delle professioni sanitarie, e in particolare della psicologia, l’opposto di “ Salute ” è “ Malessere/ negativa qualità della vita ”, in tutte le sue dimensioni fisiche, psicologiche e sociali. La prospettiva psicologica alla Promozione della Salute focalizza l’attenzione sulla marcata dimensione di promozione multidimensionale, non solo rispetto all’aspettativa di vita, bensì, alla qualità complessiva della vita a livello personale e relazionale.

Fonti:

Gruppo di Lavoro “Atti Tipici” del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (2012). Parere sulla prevenzione/promozione in ambito psicologico.

Institute for the Future (2003). Health and Health Care 2010, The Forecast, The Challenge . 2nd Edition, Jossey-Bass, Princeton.

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